Alessandra Panelli Teatro Ricerca Integrazione 

   

  Home | chi siamo | la storia | attività | teatro sociale | spettacoli | partners | bibliografia |  

 

 

 

 

 

 

 


I VIAGGI DI GULLIVER

 

I viaggi di gulliver

La scelta del romanzo di Swift

Roma Teatro Cometa Off anno 2003

Nel 2003 è stato Gulliver con le sue avventure e il suo sarcasmo a stuzzicare in me, in Andrea Balzola e nella compagnia il desiderio di provare a mettersi nei suoi panni e, attraverso il gioco delle dimensioni, del grande e del piccolo, sperimentare la relatività di tutto quello che ci circonda e provare a smantellare, insieme al pubblico, qualche  certezza data per scontata. 

I Viaggi di Gulliver di Swift è un testo ricco di ironia sul potere e i politici dell’epoca. Gulliver non riesce a sostenere una vita familiare tradizionale e coglie ogni occasione per rimettersi in viaggio. Il mare diventa il suo elemento mediatore. La sua ironia ed intelligenza gli fanno da filtro e lo rendono emotivamente immune da sconvolgimenti interiori anche durante gli incontri più inusuali. Ogni approdo su nuova isola è preceduto da una tempesta come se, metaforicamente, per poter scoprire qualcosa di nuovo fosse costretto ad abbandonare le sue salde certezze e porsi nudo di fronte all’ignoto. Ogni viaggio è un incontro e un confronto con la diversità fisica e culturale di popoli nuovi. Durante ogni viaggio, Gulliver, è costretto a mettere in discussione le regole della sua società, la morale e i pregiudizi ai fini della sua stessa sopravvivenza, e viene così educato alla tolleranza ed al rispetto. Gulliver è lo spettatore stesso che intraprende un viaggio difficile e a tratti sgradevole o affascinante fra corpi e voci espressivi e dissonanti, suadenti e respingenti.

Personalmente avevo un’idea dello spettacolo legata anche a concetti difficili quali: l’equilibrio e il bilanciamento, come metafora delle relazioni umane che possono nel loro eventuale sbilanciamento equivalere ad un naufragio, l’incontro con il diverso, che ci sorprende e ci costringe a relativizzare il nostro usuale punto di vista, il senso del gigantesco che ci sovrasta, che non è necessariamente quello delle fiabe ma è parte del mondo in cui viviamo o delle cose che ci succedono come il nostro quartiere opprimente o il malessere che affrontiamo. L’obiettivo era ambizioso e il rischio che con Andrea Balzola sentivamo di poter correre era un eccesso di pensiero intellettuale, una visione troppo teorica della metafora del testo a scapito della teatralità dell’esperienza. Ogni esercizio durante il laboratorio e ogni scena poi montata per lo spettacolo sono state perciò discusse con il gruppo,metabolizzate e fatte proprie. Alle volte ho dovuto “pretendere” fiducia quando la strada sembrava tortuosa, ma ho sempre cercato un percorso per arrivare insieme alle cose. Trovo questa strada la più interessante da intraprendere. Ho sentito il bisogno di usare il suono, il video, le luci e la scena attuando anche con questi elementi narrativi un gioco d’integrazione. I suoni e le immagini, più che raccontare qualcosa e vivere di vita propria, volevano essere un sottofondo all’azione scenica, una sorta di suggerimento - agendo quasi a livello subliminale - in grado di indirizzare il pubblico verso una percezione più istintiva della messinscena. Era una grande scommessa, in quanto l’insieme poteva rischiare di risultare scollegato o dissonante. Credo che alla fine anche questi elementi apparentemente più legati al mondo tecnologico, debitamente “sporcati” e resi imperfetti, come la parte più interessante di noi, nelle mani di collaboratori sensibili abbiano contribuito all’amalgama del tutto.

 

SINOSSI (2003)

I Viaggi di Gulliver di Swift è un testo ricco di ironia sul potere e i politici dell’epoca. Gulliver non riesce a sostenere una vita familiare tradizionale  e coglie ogni occasione per rimettersi in viaggio. Il mare diventa il suo elemento mediatore. La sua ironia ed intelligenza gli fanno da filtro e lo rendono emotivamente immune da sconvolgimenti interiori anche durante gli incontri più inusuali. Ogni approdo su una nuova isola è preceduto da una tempesta come se, metaforicamente, per poter scoprire qualcosa di nuovo fosse costretto ad abbandonare le sue salde certezze e porsi nudo di fronte all’ignoto. Ogni viaggio è un incontro e un confronto con la diversità fisica e culturale di popoli nuovi.

 

 

 

Copyright (c) 2011. All rights reserved.